Blog
Cronaca di uno IAB
July 21st, 2009
Lo scorso mercoledì 15 luglio ho partecipato con piacere allo IAB Forum a Roma. Come saprete, si tratta di un evento focalizzato su tutto ciò che concerne la comunicazione interattiva, advertising online in prima fila.

La location era, come lo scorso anno, nello splendido quartiere dell’EUR. Ho già avuto modo di stupirmi positivamente nel visitare questa zona che non conoscevo; in effetti la sua monumentalità, dimenticato per un attimo quello che politicamente sottintendeva, è di certo di notevole fascino.
Durante la trasferta, lasciato a casa il portatile, ho fatto l’esperimento del live-twitting via sms: ho aggiornato il mio profilo su Twitter tramite il telefono cellulare.
Ho voluto non rischiare di perdermi nulla di questo evento: ho preso il treno all’alba per essere presente sul posto subito prima dell’inizio dei lavori. Quello che non mi sono perso in realtà è stata solo la sala plenaria semi vuota. Gli interventi sono iniziati con circa 20 minuti di ritardo ma, complice l’assenza del vice ministro Romani per sopraggiunti impegni istituzionali, il ritardo è stato presto recuperato, e tutta la mattina si è svolta in perfetto orario.

La sala plenaria prima dell’inizio dei lavori
I toni usati negli interventi hanno abbandonato i trionfalismi delle scorse edizioni, alla luce della difficile congiuntura economica. Senz’altro è rimasto comunque un forte ottimismo generale, incentrato soprattutto nel ruolo di internet come opportunità per uscire dalla crisi.
Molti gli interventi in inglese, a partire dall’interessante Imagining the End-State di Andrew Frank, ma anche gli interventi dei CEO UK e Europa di IAB. Non avrà quindi a prima vista stupito lo speach dal titolo The new advertising approach in the new social and commercial scenario and environment. Quello che avrebbe dovuto insospettire di più era il nome del relatore: Enrico Bertolino.
Sono stato in dubbio fino all’ultimo: è lui o non è lui? Ma alla fine era lui! Data la sua esperienza in ambito management e risorse umane, è stato in effetti la persona giusta per un intervento di più ampie vedute e sicuro appeal. In effetti non ho esitato a definirlo esaltante; consiglio a tutti di vedersi il video sul sito di IAB Forum.

Veduta dell’EUR, nei pressi della sede dello IAB Forum
IAB Forum a Milano
November 20th, 2007
È passato ormai qualche giorno (ma coi miei tempi tecnici di blogging la considero ancora una notizia fresca) dallo IAB Forum organizzato da IAB (Interactive Advertising Bureau), tenutosi il 7 e 8 Novembre a Milano, a cui ho felicemente partecipato.

Si tratta di un evento legato al mondo del marketing online, ed in particolare all’advertising, ad ingresso gratuito, che ha offerto vari incontri, dibatti e workshop, insieme ad uno spazio espositivo dove decine di aziende operanti nel mondo del web marketing si sono presentate ai visitatori.
Il dato che traspare dalla grande affluenza di persone, molte in più rispetto allo scorso anno, è un interesse sempre crescente nei confronti del mercato advertising in Italia. Il pubblico di internet, calcolato come il numero di utenti attivi della rete (sia da casa che per lavoro) del mese di settembre 2007, è stimato intorno ai 24 milioni di persone, quasi la metà della popolazione totale; dato questo che da solo è in grado di giustificare l’euforia che si percepiva. La penetrazione della rete nelle case è pari al 44%, dato interessante ma non ancora paragonabile a quello degli Stati Uniti, valutato al 72%.
Internet viene definito dagli analisti il sesto potere, dopo il quinto storicamente attribuito della televisione, e la tendenza sembra quella di un avvicinamento in quanto a importanza sociale ed economica tra i due media.
Essendo partito giovedì in mattinata non ho potuto assistere alla maggioranza degli incontri della prima giornata. Ho dedicato quindi il pomeriggio ad una prima visita agli stand, molto interessanti in genere. Le aziende espositrici vanno da colossi come Google, (un po’ deludente il loro), Microsoft e Yahoo, a realtà più piccole come portali tipo HTML.it, Ciao.it, oppure aziende di servizi alle imprese come Ad Maiora, WebRanking, ecc.
Molto attivo (e come sarebbe potuto essere altrimenti!) il marketing di queste aziende nei confronti dei visitatori: offerte alimentari (panini, biscotti, caramelle e bibite), ma anche di gadget: da menzionare la poltrona viola di Yahoo, in realtà porta cellulare (il mio però è vecchio e pesante e la fa ribaltare) e il cubo di Pixel.

La seconda giornata mi ha visto arrivare in sede di buon mattino. Ne ho approfittato per assistere all’intervista di Luca de Biase (Il Sole 24 Ore) al Ministro Gentiloni, che ha approfittato per ribadire la marcia indietro sulle legge imbavaglia-blog che tanto ha destato scalpore nei giorni precedenti, nonché annunciare i suoi intenti riguardanti la prossima asta sulle licenze per il WiMax.
Nel pomeriggio invece mi sono gustato un interessantissimo dibattito sul search marketing, con presenti molti professionisti del settore. Giusto in tempo poi per una veloce fuga in taxi per prendere al volo il treno prenotato.
Un modello di business per il web 2.0?
April 2nd, 2007
La nuova generazione della grande ragnatela è stata annunciata a più voci e, sebbene da noi accusi un certo ritardo, in molti contesti è già una realtà. La vera differenza, andando oltre AJAX, loghi con riflessi e ombre o altre cose simili, sta nell’interazione più spinta con i fruitori del sito. Non più comunicazione unidirezionale, non più solo blog e commenti, ma interazione: tag, social bookmarking, condivisione di media e altre belle cose.
Le tecniche per mettere in campo progetti di questo tipo possono essere alla portata, se non di tutti, di molti. Ma quello che ostacola la nascita di nuove iniziative che si creano dal basso è proprio l’individuazione di un modello di business. Manca un sistema che permetta cioè a chi crea contenuti e interazione, offrendo un’idea e mettendo le risorse per portarla avanti, una prospettiva di un sacrosanto ritorno economico per poter impostare su di essa un’attività imprenditoriale.
Leggo sul blog di Pandemia come una campagna di pubblicizzazione di un film italiano abbia scelto come target, fra gli altri, due siti molto implicati nella nuova generazione, nonché due progetti che apprezzo molto: duespaghi e blogbabel. Che sia l’inizio di un trend positivo?
