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Spedizione al RomagnaCamp
September 10th, 2007
Questo è il resoconto di una giornata particolare, alla volta di Marina Romea, sulla costa adriatica a due passi da Ravenna, per partecipare all’edizione romagnola del barCamp. C’è stata incertezza fino all’ultimo sulla nostra partecipazione, ma un colpo di coda dell’ultima ora ha fatto si che decidessimo di andare: nella lista dei campers risulto infatti al numero 193 su 197… per fortuna non sono l’ultimo! La spedizione era composta, oltre che da me, da Sara, la mia ragazza e da Albert, noto video publisher del settore, oltre che dal fido Pandarancio, mezzo di trasporto giovane ma ormai rodato, con quasi 10.000 km di viaggio in sei mesi!

Abbiamo deciso per una partecipazione soft, di una sola giornata, partendo da Firenze alle 8.30, sperando di arrivare al Camp prima delle undici… certo non avevamo intenzioni troppo mattiniere, ma gli impegni e la stanchezza accumulata nella passata settimana ci hanno fatto escludere una partenza all’alba. Il risultato è stato che siamo arrivati non troppo prima del pranzo, programmato nell’occasione alle 12.30 e costituito da un porzione dei mitici cappelleti al ragù, offerti dallo sponsor. Gnam!!
La giornata è stata sicuramente bella e intensa: a dire il vero mi è mancata un po’ la mole e la varietà degli interventi che ho potuto gustarmi a Roma alla mia prima partecipazione a un barCamp, però devo ammettere che anche qui gli stimoli non sono mancati e il gioco ha valso la candela.
Un saluto particolare ai ragazzi di Ciao Robot che hanno presentato un’esperienza da loro stessi definita un documentario sulla nascita della Roboetica. I ragazzi vengono dalla Scuola di Robotica di Genova e nel loro intervento, spostato dopo pranzo per ragioni tecniche, hanno presentato lo stato dell’arte attuale della loro disciplina, provando però anche a prefigurare scenari futuri in cui tecniche di robotica più evolute potrebbero avere un impatto molto forte sulla società: da qui l’esigenza della nascita di una roboetica, che provi a valutare cosa è giusto e cosa no in questo campo, prima che eventuali problematiche si presentino realmente. Una missione come loro stessi hanno ammesso un po’ utopistica, però di certa importanza e sicuro interesse.
Ma le magie del RomagnaCamp non si fermano qui: forti emozioni ha suscitato la presentazione di Livia Iacolare, giovane publisher di origini napoletane che ci ha presentato la nascita dell’edizione italiana del network di Intruders TV. È stata anche un’occasione per parlare dei temi caldi che riguardano le Web TV oggi, in particolare quello del modello di business. Ci sembra di capire che oggi anche i grossi network si lancino in questo campo senza avere idee chiare, investendo nella produzione di contenuti e nella creazione di brand senza prevedere utili a breve termine. Molti pensano alla pubblicità, ed è inevitabile che sia così, però non è detto che modelli di advertising clonati dalla televisione classica siano esportabili direttamente nell’ambito web. Un saluto a Livia, ti terremo d’occhio!
Tanti altri gli interventi degni di interesse; qualcuno anche tra quelli meno interessanti, bollabili un po’ troppo come pubblicità piuttosto che informazione; ma non siamo qui per puntare il dito. Vorrei solo aggiungere qualche bel neologismo che l’espansione del web 2.0 sta portando a galla, a mo’ di effetto collaterale: embeddare e streamare sono due predicati verbali che adesso potrebbero sembrare un po’ strani all’inclito orecchio dell’ascoltatore, ma che son certo in un futuro non lontano veleggieranno verso un giusto riconoscimento da parte dell’Accademia della Crusca. Chiudo infine con un simpatico slogan tratto da uno degli interventi, che esprime bene anche lo spirito di questo blog: “estremizzo, banalizzo e polemizzo“!
Arrivederci al prossimo Camp!
Video e diritti
September 5th, 2007
Mi riaffaccio alla finestra del mio blog dopo una lunga pausa dovuta a ferie e super lavoro, fiero dei 194 commenti spam appena cancellati.
Dopo il mio scorso intervento sulle Web TV, torno a parlare di video. Ho lanciato sul Forum GT una discussione sul tema dei diritti dei video pubblicati su internet.
Con la sempre crescente domanda di contenuti multimediali da parte del pubblico di internet e la nascita di nuove proposte di contenuti, sebbene spesso con scarsa organizzazione, il tema è di scottante attualità. A condire il panorama decisamente già interessante ci si mette la stessa Google (e chi altri?) con l’introduzione della cosiddetta Universal Search, ovvero la nuova possibilità di trovare nei risultati di ricerca non solo documenti di vario tipo, ma da oggi anche immagini e video. Vedasi per esempio questa ricerca: ronaldinho goal.

I risultati video della ricerca in questo caso provengono da Metacafe, un grosso network di video; scorrendo i risultati si trovano anche risultati provenienti da Google Video ed anche da big Youtube. Il fatto è che inserire contenuti su questi grossi portali ha un costo, non direttamente economico ma pur sempre elevato: la perdita dei diritti. Il vampiro Youtube per esporre un video sul loro portale chiede i diritti esclusivi sul materiale inviato. Altri portali sono meno esosi, ma non arrivano mai a chiedere meno di condividere i diritti con il publisher.
Chiariamo: non voglio criticare questo tipo di politica a priori. Sono servizi gratuiti che possono dare molto a certe categorie di persone, di chi fa video senza grosse pretese e solo vuole condividerli per esempio, e magari a chi progetta certe campagna di viral marketing. Per chi la produzione di video la vede però come un’attività centrale e primaria, cercare visibilità in questo modo è sicuramente duro da accettare, e forse alla fine non conveniente. La domanda quindi è: come entrare nei motori di ricerca senza appoggiarsi sui citati giganti? E dall’altra parte, come realizzare un motore di ricerca di contenuti video, reperendoli nel vasto mondo del web e non solo sui più noti aggregatori?
La domanda è tutt’ora aperta.
La carica delle Web TV
June 29th, 2007
Ultimamente ho avuto modo di interessarmi un po’ al mondo delle Web TV. Ritengo si si tratti di uno degli ambiti del web attualmente più all’avanguardia: dopo l’esplosione deglil user generated video, la cui punta dell’iceberg è senz’altro il famigerato youTube, la domanda di contenuti multimediali da reperire in rete si fa sicuramente più pressante. La naturale evoluzione è ovviamente la nascita di fonti organizzate di contenuto: non più quindi solo video (spesso) amatoriali inseriti in un unico calderone, ma delle vere e proprie televisioni.

Oltreoceano e in Gran Bretagna la situazione è già matura, con i grandi network televisivi che già producono contenuti appositamente per il web: notiziari prima di tutto, ma anche altro. Nel resto dell’Europa molte cose si stanno muovendo: cito solo la bella xolo.tv, video podcast olandese, in lingua inglese; l’Italia come al solito naviga nelle seconde (o terze) file, però sembra che anche da noi si stia iniziando a muovere qualcosa.
Lo scorso weekend si è svolto a Roma il vlogCamp, campo dedicato appunto a questo fenomeno. Non ho potuto essere presente per motivi di intenso lavoro arretrato, però, grazie alla segnalazione del mio amico Albert, ho assistito ad alcune fasi in diretta streaming, fornita dalla RobinGood.tv, essa stessa una delle realtà emergenti del panorama italiano. Interessante.
Ritengo che nei prossimi mesi si assisterà ad una crescita esponenziale di web tv, in streaming o podcast, a seconda delle possibilità tecniche, nel tentativo di occupare dei posti in quello che si può facilmente prevedere, sarà un mercato ben florido negli anni a venire.
