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Video e diritti
September 5th, 2007
Mi riaffaccio alla finestra del mio blog dopo una lunga pausa dovuta a ferie e super lavoro, fiero dei 194 commenti spam appena cancellati.
Dopo il mio scorso intervento sulle Web TV, torno a parlare di video. Ho lanciato sul Forum GT una discussione sul tema dei diritti dei video pubblicati su internet.
Con la sempre crescente domanda di contenuti multimediali da parte del pubblico di internet e la nascita di nuove proposte di contenuti, sebbene spesso con scarsa organizzazione, il tema è di scottante attualità. A condire il panorama decisamente già interessante ci si mette la stessa Google (e chi altri?) con l’introduzione della cosiddetta Universal Search, ovvero la nuova possibilità di trovare nei risultati di ricerca non solo documenti di vario tipo, ma da oggi anche immagini e video. Vedasi per esempio questa ricerca: ronaldinho goal.

I risultati video della ricerca in questo caso provengono da Metacafe, un grosso network di video; scorrendo i risultati si trovano anche risultati provenienti da Google Video ed anche da big Youtube. Il fatto è che inserire contenuti su questi grossi portali ha un costo, non direttamente economico ma pur sempre elevato: la perdita dei diritti. Il vampiro Youtube per esporre un video sul loro portale chiede i diritti esclusivi sul materiale inviato. Altri portali sono meno esosi, ma non arrivano mai a chiedere meno di condividere i diritti con il publisher.
Chiariamo: non voglio criticare questo tipo di politica a priori. Sono servizi gratuiti che possono dare molto a certe categorie di persone, di chi fa video senza grosse pretese e solo vuole condividerli per esempio, e magari a chi progetta certe campagna di viral marketing. Per chi la produzione di video la vede però come un’attività centrale e primaria, cercare visibilità in questo modo è sicuramente duro da accettare, e forse alla fine non conveniente. La domanda quindi è: come entrare nei motori di ricerca senza appoggiarsi sui citati giganti? E dall’altra parte, come realizzare un motore di ricerca di contenuti video, reperendoli nel vasto mondo del web e non solo sui più noti aggregatori?
La domanda è tutt’ora aperta.
La carica delle Web TV
June 29th, 2007
Ultimamente ho avuto modo di interessarmi un po’ al mondo delle Web TV. Ritengo si si tratti di uno degli ambiti del web attualmente più all’avanguardia: dopo l’esplosione deglil user generated video, la cui punta dell’iceberg è senz’altro il famigerato youTube, la domanda di contenuti multimediali da reperire in rete si fa sicuramente più pressante. La naturale evoluzione è ovviamente la nascita di fonti organizzate di contenuto: non più quindi solo video (spesso) amatoriali inseriti in un unico calderone, ma delle vere e proprie televisioni.

Oltreoceano e in Gran Bretagna la situazione è già matura, con i grandi network televisivi che già producono contenuti appositamente per il web: notiziari prima di tutto, ma anche altro. Nel resto dell’Europa molte cose si stanno muovendo: cito solo la bella xolo.tv, video podcast olandese, in lingua inglese; l’Italia come al solito naviga nelle seconde (o terze) file, però sembra che anche da noi si stia iniziando a muovere qualcosa.
Lo scorso weekend si è svolto a Roma il vlogCamp, campo dedicato appunto a questo fenomeno. Non ho potuto essere presente per motivi di intenso lavoro arretrato, però, grazie alla segnalazione del mio amico Albert, ho assistito ad alcune fasi in diretta streaming, fornita dalla RobinGood.tv, essa stessa una delle realtà emergenti del panorama italiano. Interessante.
Ritengo che nei prossimi mesi si assisterà ad una crescita esponenziale di web tv, in streaming o podcast, a seconda delle possibilità tecniche, nel tentativo di occupare dei posti in quello che si può facilmente prevedere, sarà un mercato ben florido negli anni a venire.
SEO Extreme a Milano
May 31st, 2007
Lo scorso weekend sono stato a Milano per il corso Seo Extreme di Madri.com, insieme al fido compare Enrico da Amsterdam. Credo di essere stato uno dei primi ad iscrivermi avendo colto l’offerta nella prima fascia di prezzo (c’era un interessante meccanismo di marketing per il quale la quota di iscrizione aumentava di un tot più o meno ogni tre giorni, credo), e di fatti il mio interesse e la mia aspettativa erano di tutto rispetto.
Intendiamoci: non penso che dopo un corso di una giornata le proprie conoscenze in quest’ambito possano cambiare radicalmente. Però devo ammettere che alcuni spunti interessanti li ho ricevuti. Enrico Madrigrano, il relatore del corso che avevo avuto modo di conoscere al Convegno del Forum GT lo scorso Novembre, ha confermato la propria preparazione e soprattutto l’ottima tecnica espositiva.
Alcune cose sentite già le avevo apprese frequentando i forum di settore, però il livello globale non era sicuramente per principianti. Data la grande affluenza (stimo almeno un paio di centinaia di persone) e sentendo le domande che venivano dalla platea dopo ogni macro argomento, temo ci sarò qualcuno che sarà tornato a casa con più dubbi che certezze. Io mi ritengo comunque soddisfatto, anche se forse il nome extreme dato al corso era un pizzico fuorviante.
Gli argomenti spaziavano nei vari ambiti del posizionamento: quelli che ho trovato più interessanti riguardavano le tecniche di linking da una parte (la realizzazione di matrici di link artificiali che simulino lo schema naturale e la compravendita di link, croce e delizia di ciascun SEO) e un assaggio di black hat dall’altro!
Adesso che sarò più libero da impegni serrati prevedo periodi di studio e sperimentazione. Al lavoro!
Un modello di business per il web 2.0?
April 2nd, 2007
La nuova generazione della grande ragnatela è stata annunciata a più voci e, sebbene da noi accusi un certo ritardo, in molti contesti è già una realtà. La vera differenza, andando oltre AJAX, loghi con riflessi e ombre o altre cose simili, sta nell’interazione più spinta con i fruitori del sito. Non più comunicazione unidirezionale, non più solo blog e commenti, ma interazione: tag, social bookmarking, condivisione di media e altre belle cose.
Le tecniche per mettere in campo progetti di questo tipo possono essere alla portata, se non di tutti, di molti. Ma quello che ostacola la nascita di nuove iniziative che si creano dal basso è proprio l’individuazione di un modello di business. Manca un sistema che permetta cioè a chi crea contenuti e interazione, offrendo un’idea e mettendo le risorse per portarla avanti, una prospettiva di un sacrosanto ritorno economico per poter impostare su di essa un’attività imprenditoriale.
Leggo sul blog di Pandemia come una campagna di pubblicizzazione di un film italiano abbia scelto come target, fra gli altri, due siti molto implicati nella nuova generazione, nonché due progetti che apprezzo molto: duespaghi e blogbabel. Che sia l’inizio di un trend positivo?
Materiale sul barCamp romano
February 27th, 2007
Riporto, per dovere di cronaca, alcuni link al materiale audiovisivo riguardante gli interventi al barCamp romano a cui ho partecipato.
In primis ci sono le interviste, realizzate da Dolmedia, ai principali protagonisti della giornata. Per chi non avesse partecipato, annoto che sono state realizzate in una stanzetta a parte che, sebbene visibile dall’esterno, era dedicata solo a queste interviste. Tra tutte queste ho trovato particolarmente interessante quella di Robin Wood (alias Luigi Canali De Rossi), che presentava al barCamp il suo caso di successo (sia di pubblico che economico) nel creare un network di blog di autori indeipendenti.
Le registrazioni prese in diretta durante le (s)conferenze sono riportate dal sito di Radio Radicale, sia per quanto riguarda la prima sala, che la seconda. Il formato del video è (purtroppo) il Real Video; per fortuna si può scaricare anche l’audio in mp3.
Un elenco completo delle risorse disponibili si trova sul wiki del romeCamp.
Il barCamp a Roma
January 21st, 2007
Insieme ad altre 300 persone, ieri ho partecipato al barCamp a Roma: si tratta di un incontro che mette insieme vari professionisti o appassionati di web, permettendo discussioni, dette s-conferenze (immagino per rafforzarne l’informalità).

Dopo una fase di smarrimento iniziale, dovuto alla novità e a una certa atmosfera di piacevole caos, mi sono via via addentrato nell’incontro, trovando interessanti spunti di discussione. Quello che a mio avviso è la più bella opportunità di iniziative di questo tipo, è la possibilità di conoscere altre persone che si occupano di web a vari livelli, per confrontarsi e scambiare idee con loro.
Si è parlato forse un po’ troppo di blog, che comunque rimane uno dei fenomeni attualmente di maggior rilievo, e di definizione di web 2.0, segno che forse non è ancora del tutto chiaro cosa sia. Detto questo, ho avuto modo di ascoltare interessanti contributi legati alla monetizzazione dei siti, case-history di sfruttamento di idee originali, progetti di web design un po’ bordeline (mi riferisco alla pubblica amministrazione) in cui la maggior caratteristica dei siti moderni, ovvero l’interazione degli utenti, che sarebbe un punto di svolta decisamente favorevole, che eprò mal si lega alla tradizionale staticità degli organismi pubblici. Qualche intervento è stato un po’ troppo pubblicitario, ma fa parte dei rischi del mestiere…
Dato che oltretutto l’evento è stato offerto a costo zero, grazie al contributo dello sponsor, direi che non mi resta che aspettare la prossima occasione, con l’idea di poter apportare un contributo più attivo.
Il valore (e il prezzo) del design: iPhone
January 15th, 2007
Spulciando tra i post di un blog tecnologico di un noto periodico spagnolo, mi sono imbattuto nel link al video della presentazione di Steve Jobs dell’iPhone, nuovo terminale multimediale targato Apple.
Sono stato contento di aver dedicato parte della mattinata di sabato, in genere poco produttiva, alla visione quasi completa di tale video, che dura più di un’ora e mezzo. Sono rimasto impressionato in primo luogo dalla perfezione delle loro tecniche di marketing: il prodotto è stato presentato in modo impeccabile, con alcune trovate geniali. Di sicuro impatto la scelta di far vedere l’iPhone all’opera, trasmettendo il contenuto del display su uno schermo gigante.

Le qualità del prodotto sono decisamente ottime, sicuramente al di sopra di tutti i concorrenti in commercio fino a adesso, e la capacità di Apple di valorizzare al meglio ogni loro nuova invenzione ritengo che garantirà all’iPhone la giusta dose di successo. In pratica iPhone integra le funzionalità di un iPod con quelle di un terminale mobile di ultima generazione, comprendente i servizi di voce (che lo stesso Jobs ha definito la killer app), sms, email, e internet. Ciò che distacca l’iPhone dalla concorrenza è essenzialmente l’interfaccia decisamente innovativa, dove la tastiera viene ridotta all’osso, con un unico bottone Home che riporta il terminale alla condizione di partenza, mentre il display, che occupa quasi tutta la superficie frontale, diventa strumento di interfaccia anche in ingresso grazie alla tecnologia brevettata denominata Multi-Touch, un touch-screen estremamente versatile, sensibile e preciso.
Due sole le mie riserve. La prima è tecnologica: la scelta di non implementare l’UMTS in favore invece del vecchio GPRS+EDGE penso dovrà essere colmata nelle successive release. La seconda invece è più venale: sebbene la Apple sia specializzata nel creare valore aggiunto, il prezzo proposto di 499$ per la versione con 4GB di memoria, che sale a 599$ per quella a 8, relega inevitabilmente l’iPhone in una fascia di elite. La loro previsione di conquistare l’1% del mercato in un anno, sebbene ambiziosa (si tratterebbe comunque di più di dieci milioni di pezzi, dato che il mercato è vastissimo) a mio parere tradisce questa considerazione.
In conclusione: consiglio a tutti di dare un occhio alla presentazione, almeno ai primi minuti!
Gli argomenti di cui parlerò
January 13th, 2007
Questo post è per chi si affaccia adesso sulla mia neonata creatura, ma anche per me, per darmi delle chiare indicazioni su dove puntare con ciò che scriverò.
Come ogni blog personale che si rispetti il mio sarà autoreferenziale; mi vedrete cioè parlare in genere di tutto ciò che mi può capitare nella vita che riterrò degno di essere comunicato. Non ho intenzione di eccedere però in introspezione. Non mi vedrete (e qui sto prendendo dei precisi impegni) scrivere post dal titolo ‘oggi mi sento così così, ho pure un po’ di maldigola’, o cose del genere. Può essere uno sfogo, e a qualcuno può fare anche bene, ma non mi sembra sia il caso… nel mio caso!
Di quel che mi capita, invece vorrei dare maggior risalto a quanto concerne la mia attività professionale, che da qualche anno ho deciso essere incentrata nel mondo del web. Informatico da sempre, ho deciso di specializzarmi nell’ambito di internet (se di specializzazione si può parlare, data la vastità dell’argomento) col dichiarato desiderio di far coincidere professione e passione.. e devo dire che per ora gli sforzi profusi sono stati ripagati.
Mi vedrete quindi parlare di web design, dove risiede il cuore della mia professione adesso, ma anche di SEO, che sta per ottimizzazione per i motori di ricerca (il link è per i non professionisti), mia attuale croce delizia, ma anche di web marketing, per quel che ne posso azzeccare per il momento!
Ma per allentare la tensione tecnica, anche di quelle che sono le altre mie passioni, musica e teatro, che ho un po’ lasciato da parte negli ultimi tempi, e che adesso voglio tornino ad avere un ruolo importante nella mai vita… impegni permettendo.
Buon viaggio, Nick Fish!!
Creare un blog… perchè?
January 9th, 2007
Nel momento in cui lo sto facendo, mi interrogo sui motivi che possano portare un, fino a quel momento pacifico, internauta (!) a creare un blog. Le risposte possono essere tante.
- perché è cool;
- perché ce l’hanno tutti e io non mi sento da meno;
- perché ce l’hanno tutti e se non ce l’ho mi sento da meno;
- perché se ce l’ha anche quello svitato dello Sguisci della 3a C…
- per farlo vedere agli amici;
- per farlo vedere alla mamma;
- per farlo vedere alla fidanzata;
- per vedere se Wordpress è veramente una bella piattaforma come tutti dicono;
- perché magari poi ci metto AdSense e tiro su due spicci;
- perché mi sento un po’ giornalista;
- perché sin dall’infanzia dentro mi sono sempre sentito un po’ blogger;
- perché non voglio lasciare gli altri soli a sparare facezie tutti i giorni;
- non c’è un perché, lo apro e basta;
Spero di non essermene dimenticata nessuna; aiutatemi nei commenti magari!
In effetti sono tutte motivazioni altamente condivisibili ed in effetti condivise; scommetto che chiunque si sarà sentito un po’ chiamato in causa. Ma tutte queste da sole basterebbero a farci fare il grande passo? Ma secondo me ognuno ha dentro di sé una sua intima motivazione, unica e decisiva, che l’ha spinto ad uscire allo scoperto.
A questo punto non posso fare altro che confessare la mia:
Ho creato questo blog perché sotto la scorza di riservatezza sono un inguaribile vanesio narcisista, e voglio guadagnarmi i miei 15 minuti di celebrità.
Ce la farò?
