La tecnica dell’Article Marketing

Chi si occupa di marketing sul web è sempre in cerca di nuove tecniche per riuscire a dare visibilità a sé stesso e alle proprie attività. Una pratica molto diffusa in questo ambito prende il nome di Article Marketing, che sta a significare letteralmente marketing fatto attraverso gli articoli. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Article Marketing

Un professionista di web marketing, o comune un copywriter, è certamente abituato a scrivere contenuti di vario tipo, spesso sotto forma di articoli, sia divulgativi che promozionali. Uno dei problemi da affrontare è quello di dare loro la giusta visibilità e diffusione. D’altro canto, chi si occupa di editoria è sempre alla ricerca di nuovi contenuti da inserire nei propri siti.

Un punto di incontro tra queste due diverse esigenze lo possono fornire i cosiddetti siti di Article Marketing. Si tratta in sostanza di contenitori di articoli scritti e pubblicati con licenza di ripubblicazione, sfruttabili con i dovuti accorgimenti da chiunque lo voglia per inserirli in un proprio sito.

Ed ecco che le differenti esigenze dei due player del settore, chi scrive e chi pubblica, vengono così ad incontrarsi: chi scrive può dare al proprio lavoro la giusta visibilità, mentre chi pubblica ha del materiale di qualità da utilizzare nel proprio prodotto editoriale. I contenuti sono in genere diffusi con licenza Creative Commons Attribuzione, che consente la ripubblicazione dei contenuti a fronte della citazione dell’autore.

Sul web esistono numerosi siti di Article Marketing, anche in lingua italiana: una semplice ricerca potrà portare alla luce quelli più usati. Ne esistono di generalisti e di settore. Nel campo del marketing turistico, uno dei più usati, e che vi consiglio caldamente, è ViaggioMania.it, che ha al suo interno una vera e propria community con possibilità per tutti gli iscritti di commentare gli articoli inseriti da altri.

Corso SEO Swing

Ho iniziato a seguire i corsi di YoYo – Formazione rotolante nel 2008, senza aspettarmi niente di particolare rispetto ad altri eventi formativi del settore, che pure avevo già seguito (vedi corso SEO di Madri a Milano, un paio di convegni GT a Firenze). Quello che mi ha fatto scattare la molla penso sia stato il modo di porsi di Francesco, alias FraDeFra, che nel blog della scuola parla in modo molto diretto e franco relativamente al suo lavoro, non riservandosi di elargire preziosissimi consigli operativi.

Alla fine in quell’anno ho seguito tutto il percorso  formativo (dal Web marketing alla Web analytics, passando per SEO, comunicati stampa e altro) e non nego di aver acquisito delle reali competenze nel settore. In sostanza la sensazione  era quella di aver capito realmente cosa significhi fare marketing e/o fare SEO… non solo per sentito dire.

Dopo un po’ di pausa formativa, quest’anno sono riuscito a seguire il corso SEO Avanzato, tenuto da Enrico Altavilla e Piersante Paneghel, che avevo avuto modo di conoscere in altri eventi del settore e la cui competenza ho avuto modo di apprezzare in quelle occasioni. Il contenuto anche stavolta è stato all’altezza delle aspettative.

Adesso posso aggiungere che partecipo al Corso SEO Swing di YoYo – Formazione rotolante, che si terrà a Lonigo nel mese di febbraio. Sono previsti tre giorni in compagnia dei tre personaggi succitati; il costo è oltretutto decisamente appetibile e non ho potuto fare a meno di iscrivermi di nuovo!

Il fascino della città senza auto

Nei giorni scorsi via Enrico Forlanini, una trafficata strada nella periferia di Firenze, quartiere di Novoli, è stata chiusa al traffico per dei lavori al manto stradale.

È stupefacente notare come anche una strada senza automobili, seppure con dei lavori in corso, abbia potuto acquistare un fascino notevole ai miei occhi.

C’è da dire che i commercianti della zona non hanno preso questa situazione in modo simile al mio, lamentandosi per penalizzazione nei loro affari.

Via Enrico Forlanini senza auto | Foto 1
Via Forlanini completamente priva di automobili

Via Enrico Forlanini senza auto | Foto 2
Un’altra veduta della stessa strada, in direzione inversa

Voi che ne pensate? :-P

Cronaca di uno IAB

Lo scorso mercoledì 15 luglio ho partecipato con piacere allo IAB Forum a Roma. Come saprete, si tratta di un evento focalizzato su tutto ciò che concerne la comunicazione interattiva, advertising online in prima fila.

IAB Forum, Roma

La location era, come lo scorso anno, nello splendido quartiere dell’EUR. Ho già avuto modo di stupirmi positivamente nel visitare questa zona che non conoscevo; in effetti la sua monumentalità, dimenticato per un attimo quello che politicamente sottintendeva, è di certo di notevole fascino.

Durante la trasferta, lasciato a casa il portatile, ho fatto l’esperimento del live-twitting via sms: ho aggiornato il mio profilo su Twitter tramite il telefono cellulare.

Ho voluto non rischiare di perdermi nulla di questo evento: ho preso il treno all’alba per essere presente sul posto subito prima dell’inizio dei lavori. Quello che non mi sono perso in realtà è stata solo la sala plenaria semi vuota. Gli interventi sono iniziati con circa 20 minuti di ritardo ma, complice l’assenza del vice ministro Romani per sopraggiunti impegni istituzionali, il ritardo è stato presto recuperato, e tutta la mattina si è svolta in perfetto orario.

La sala plenaria prima dell’inizio dei lavori
La sala plenaria prima dell’inizio dei lavori

I toni usati negli interventi hanno abbandonato i trionfalismi delle scorse edizioni, alla luce della difficile congiuntura economica. Senz’altro è rimasto comunque un forte ottimismo generale, incentrato soprattutto nel ruolo di internet come opportunità per uscire dalla crisi.

Molti gli interventi in inglese, a partire dall’interessante Imagining the End-State di Andrew Frank, ma anche gli interventi dei CEO UK e Europa di IAB. Non avrà quindi a prima vista stupito lo speach dal titolo The new advertising approach in the new social and commercial scenario and environment. Quello che avrebbe dovuto insospettire di più era il nome del relatore: Enrico Bertolino.

Sono stato in dubbio fino all’ultimo: è lui o non è lui? Ma alla fine era lui! Data la sua esperienza in ambito management e risorse umane, è stato in effetti la persona giusta per un intervento di più ampie vedute e sicuro appeal. In effetti non ho esitato a definirlo esaltante; consiglio a tutti di vedersi il video sul sito di IAB Forum.

Veduta dell’EUR
Veduta dell’EUR, nei pressi della sede dello IAB Forum

Facce nuove a Palazzo Vecchio

Questo è stato l’azzeccato slogan con cui Matteo Renzi, neo sindaco di Firenze, ha affrontato la sua prima campagna elettorale; quella in cui è riscito a vincere come outsider le primarie del PD. La sua giovane età, unita ad un modo innovativo di proporsi e comunicare, lo hanno presentato come una novità nel panorama politico anche a livello nazionale, dove è stato addirittura accostato ad Obama. Tralasciamo questo punto.

In effetti, rimandando i giudizi politici a quando la sua amministrazione avrà iniziato a muoversi effettivamente sul campo, possiamo dire che le premesse sono state rispettate nel momento in cui  è stato proposto questo primo barCamp istituzionale, organizzato proprio dal sindaco e dal neo assessore alla cultura, Giuliano da Empoli. Tema, l’arte e la cultura contemporanea a Firenze.

barCamp Palazzo Vecchio

La mia prima impressione sulla cosa è sinceramente positiva: al di là del merito, ho apprezzato il modo di comunicare di Renzi, sicuramente più aperto al dialogo del suo predecessore. Infatti il caro Leonardo Domenici, volato a Bruxelles per scelta di Walter Veltroni che gli ha impedito di candidarsi al parlamento italiano dodici mesi fa in quanto ancora in carica per un anno, si è spesso arroccato in posizioni difensive, arrivando addirittura a citare in giudizio Fiorentina.it a causa di alcuni commenti apposti dai lettori.

L’opinione comune è che l’iniziativa sia stata da apprezzare, in quanto primo passo per smuovere le acque nel panorama culturale fiorentino, sicuramente molto assonnato negli ultimi tempi. Basti pensare alla penuria di iniziative proposte per questa estate 2009.

Venendo all’atto pratico, le cose maggiormente notevoli sono stato in primo luogo l’ambientazione: il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio non può che aver impressionato tutti, facendo arrivare il buon Luca de Biase ad affermare che il barCamp fiorentino sia stato il più bello della storia.

Un intervento durante il barCamp
Un accorato intervento durante il barCamp; sullo sfondo, il Salone dei Cinquecento

Accanto a questa nota positiva, una negativa è stata certamente l’acustica del luogo: il rimbombare dell’ambiente e la scelta (probabilmente forzata) di non far usare microfoni ai relatori, ha fatto si che seguire gli interventi fosse riservato a pochi intimi.

Da parte mia, mi sono limitato a partecipare solo la mattina, seguendo un paio di interventi: il primo sul teatro e il tentativo di coivolgimento del pubblico, con la presentazione del progetto 100 canti per Firenze. Di seguito, e più in linea con i miei interessi, la presentazione della seconda edizione di Buy Turism Online, un evento dedicato al settore del turismo online. Ero venuto a sapere della prima edizione, organizzata alla Stazione Leopolda lo scorso anno, semplicemente… passandoci davanti! Purtroppo, data la grande affluenza di pubblico, non ho potuto partecipare. Al prossimo giro cercherò di mettermi avanti coi tempi! :-)

Per approfondire, ecco del materiale video sul barCamp, postato dall’amico Albert sulla sua Web TV.

L’arrivo di Google Chrome

Difficilmente un evento strettamente legato a internet riesce ad avere una risonanza sui media di largo consumo come ha avuto l’uscita del nuovo browser targato Mountain View. Sarà che in genere alla Google non si sbaglia una mossa (o quasi) da molto tempo, però in effetti la notizia è di quelle che potrebbero rivoluzionare la rete. Ma anche no: vediamo.

Google Chrome

Una prima occhiata

Non appena mi è stato possibile ho voluto dare una sbirciata al neonato browser. Dal punto di vista tecnico si basa su Webkit, il motore open-source usato già da Safari. La sua buona aderenza agli standard web fa si che pagine ben ottimizzate per Firefox, Safari e/o Opera siano con buona probabilità ben visibili anche su Chrome.

L’interfaccia utente è molto semplice e intuitiva, cosa che ci aspettavamo dato che da sempre queste caratteristiche sono state il marchio di fabbrica vincente di Google: poche funzioni ma ben chiare ed efficaci. La navigazione tab viene messa ancor di più in evidenza; interessante la pagina iniziale dove vengono visualizzate delle icone corrispondenti ai siti più visitati.

Tecnicamente, molta attenzione è stata riposta nel progettare la nuova applicazione. Tra i punti di forza c’è un’ottima stabilità (dichiarata), ottenuta anche dedicando un intero processo ad ogni tab di navigazione, cosa che fa si che l’eventuale blocco di una di esse non si traduca nel blocco di tutto il browser. Inoltre, molta attenzione è stata posta sulla velocità di esecuzione, special modo di Javascript: effettivamente quest’aumento di performance si può verificare ad occhio nudo.

Dove stanno le applicazioni online

Questi punti appena citati dovrebbero far capire uno degli obiettivi di Google nel lancio del browser: facilitare la fruizione di applicazioni online. A cominciare da GMail, seguendo per i Docs & Spreadsheets, passando per Reader (l’aggregatore RSS), senza contare tutti prodotti della concorrenza, si sta diffondendo l’interesse per servizi online che possano rimpiazzare l’uso di applicazioni desktop (quali ad esempio il famigerato Office della Microsoft). Avere un browser stabile e veloce non può che ridurre il gap che ancora indubbiamente esiste tra le applicazioni web-based e quelle di stampo classico.

A questo si aggiunga la presenza nativa di Google Gears, la tecnologia che permette di fruire di applicazioni online anche quando non si è connessi alla rete: i dati vengono salvati ovviamente in locale, e le modifiche fatte offline vengono salvate automaticamente alla successiva connessione.

Molto interessante la funzionalità a cui si accede selezionando “Crea scorciatoie applicazione…“: tramite essa si può salvare la pagina in questione in un collegamento sul desktop o nel menù Start di Windows, richiamando il quale viene aperta tale pagina in una finestra separata del browser, senza barra degli indirizzi e/o tab di navigazione. Facendo questo con ad esempio un’applicazione online quale ad esempio GMail, si potrà creare a tutti gli effetti un’applicazione separata lanciabile con un click: quasi più nessuna differenza con le classiche applicazioni desktop alle quali siamo da sempre abituati.

Ma la mia privacy?

Qualche perplessità sulla licenza di utilizzo del software. Navigando con Chrome si può scegliere (e la scelta al momento del download non è così chiara come dovrebbe essere a mio parere) di condividere con Google statistiche di navigazione. Non dimentichiamoci che Google è un colosso dell’informazione, e ha da tempo inventato vari modi per raccogliere informazioni sui siti e chi li naviga. Avere un browser in casa che possa trasmettere informazioni ulteriori è di certo una pedina importantissima. Non dimentichiamoci che il business di Google è la pubblicità online, quindi niente potrebbe vietare loro di utilizzare questi dati, seppure anonimi, per ottimizzare la pubblicazione di annunci negli spazi consentiti.

In conclusione

Detto questo, stiamo a vedere che risultati riuscirà ad avere il browser nei prossimi mesi. Le novità sicuramente ci sono; solo usandolo per del tempo riusciremo a capire invece cosa ancora manca. E qualcosa di certo marcherà, almeno per il momento: siamo di fronte solo a una beta.

Scalzare Internet Explorer dal trono dei browser è sicuramente un’impresa ardua; solo Google infatti può tentarla al giorno d’oggi. Il mio timore è che a farne le spese possa essere lo stesso Firefox, che potrebbe rischiare di diminuire la consistente fetta di mercato conquistata faticosamente e meritatamente negli anni. Chrome potrebbe essere infatti più appetibile per un pubblico attento e informato, nonché un po’ geek; molte persone tengono Explorer più per la fatica o il timore o semplicemente l’ignoranza di installare altri prodotti.

Il sasso ormai è lanciato… vedremo in quanti lo raccoglieranno.

Il colore dei SEO.

Di ritorno (si fa per dire, visto che è già mercoledì sera) dalla due giorni del II Convegno GT, ne traggo considerazioni sparse, che affido senza pretese a questa mia board.

Niente da dire sui contenuti; migliori dell’anno scorso. Non tutti gli interventi sono stati secondo me all’altezza, cosa che ufficialmente ha trovato spiegazione nell’alta mortalità dei relatori, decimati dall’influenza o da non so cos’altro (cambiare periodo dell’anno la prossima edizione?), anche se devo dire che non tutti i rincalzi si sono rivelati deludenti, anzi.

Tra gli argomenti più interessanti, la web analytics, ormai un aspetto non più trascurabile. Ma anche alcune case history, in particolar modo quelle presentate da Piersante di TSW: è forse lui il vincitore del mio personale oscar 2007. Ho assistito anche l’anno scorso al suo intervento, e devo dire che ne ho apprezzato sia la competenza che la simpatia.

Ma oltre a questi dettagli di cronaca, un inquietante quesito ha iniziato a farsi strada tra gli astanti, a momenti increduli di fronte all’inusuale spettacolo che davanti ai loro occhi si presentava. Possibile che fosse solo una coincidenza? Come Dylan Dog, non crediamo alle coincidenze (e passatemi pure il plurale maiestatis), quindi i casi son due: o subdolo complotto o arcano fattore…

Di che parlo? Ma dell’arancio, diventato forse a mia insapauta il colore dei SEO?

Il colore del SEO è l'arancione

Meditare gente, meditare…

IAB Forum a Milano

È passato ormai qualche giorno (ma coi miei tempi tecnici di blogging la considero ancora una notizia fresca) dallo IAB Forum organizzato da IAB (Interactive Advertising Bureau), tenutosi il 7 e 8 Novembre a Milano, a cui ho felicemente partecipato.

iab-forum.png

Si tratta di un evento legato al mondo del marketing online, ed in particolare all’advertising, ad ingresso gratuito, che ha offerto vari incontri, dibatti e workshop, insieme ad uno spazio espositivo dove decine di aziende operanti nel mondo del web marketing si sono presentate ai visitatori.

Il dato che traspare dalla grande affluenza di persone, molte in più rispetto allo scorso anno, è un interesse sempre crescente nei confronti del mercato advertising in Italia. Il pubblico di internet, calcolato come il numero di utenti attivi della rete (sia da casa che per lavoro) del mese di settembre 2007, è stimato intorno ai 24 milioni di persone, quasi la metà della popolazione totale; dato questo che da solo è in grado di giustificare l’euforia che si percepiva. La penetrazione della rete nelle case è pari al 44%, dato interessante ma non ancora paragonabile a quello degli Stati Uniti, valutato al 72%.

Internet viene definito dagli analisti il sesto potere, dopo il quinto storicamente attribuito della televisione, e la tendenza sembra quella di un avvicinamento in quanto a importanza sociale ed economica tra i due media.

Essendo partito giovedì in mattinata non ho potuto assistere alla maggioranza degli incontri della prima giornata. Ho dedicato quindi il pomeriggio ad una prima visita agli stand, molto interessanti in genere. Le aziende espositrici vanno da colossi come Google, (un po’ deludente il loro), Microsoft e Yahoo, a realtà più piccole come portali tipo HTML.it, Ciao.it, oppure aziende di servizi alle imprese come Ad Maiora, WebRanking, ecc.

Molto attivo (e come sarebbe potuto essere altrimenti!) il marketing di queste aziende nei confronti dei visitatori: offerte alimentari (panini, biscotti, caramelle e bibite), ma anche di gadget: da menzionare la poltrona viola di Yahoo, in realtà porta cellulare (il mio però è vecchio e pesante e la fa ribaltare) e il cubo di Pixel.

poltrona-viola-yahoo.jpg

La seconda giornata mi ha visto arrivare in sede di buon mattino. Ne ho approfittato per assistere all’intervista di Luca de Biase (Il Sole 24 Ore) al Ministro Gentiloni, che ha approfittato per ribadire la marcia indietro sulle legge imbavaglia-blog che tanto ha destato scalpore nei giorni precedenti, nonché annunciare i suoi intenti riguardanti la prossima asta sulle licenze per il WiMax.

Nel pomeriggio invece mi sono gustato un interessantissimo dibattito sul search marketing, con presenti molti professionisti del settore. Giusto in tempo poi per una veloce fuga in taxi per prendere al volo il treno prenotato.

Da Flickr alla pubblicità

Camoagna Virgin Mobile ripresa da una foto su FlickrLa notizia è di qualche giorno fa, ma penso meriti di essere riportata e, perché no, commentata.

La foto qui a fianco è stata ripresa in una strada in Australia. Si tratta di una campagna pubblicitaria della Virgin Mobile, apparentemente nella norma. Leggendo le note in piccolo, si può vedere un’attribuzione di copyright che fa riferimento ad un utente di Flickr, noto servizio di condivisione foto: nei fatti la foto è stata presa da quelle di un utente statunitense, a completa insaputa di chi l’ha scattata e sopratutto di chi è il soggetto ritratto!

A prima vista questo comportamento sarebbe reso possibile dalla licenza con cui la foto è stata pubblicata su Flickr, una Creative Commons Attribution 2.0 Generic, che garantisce i diritti anche di sfruttamento commerciale, a patto che venga rispettata l’attribuzione all’autore originale.

Potenza della rete, la foto del manifesto è arrivata alla persona interessata, che si è dichiarata ‘insultata’ da questa iniziativa; la notizia è che la sua famiglia (la ragazza è oltretutto minorenne) ha fatto causa alla Virgin Mobile Australia, nonché alla stessa Creative Commons. Non è detto infatti che la semplice pubblicazione di una foto con una licenza anche commerciale possa garantire il diritto di sfruttamento dell’immagine di una persona a sua insaputa.

La vicenda ha del grottesco, ma è un’occasione in più per riflettere sulle problematiche relative all’estrema potenza di diffusione di opere attraverso i mezzi digitali. A parte tutti i discorsi sui diritti d’autore di musica e film e sul peer-to-peer, da un lato vediamo Youtube che si affanna a rimuovere materiale protetto e a pagare risarcimenti milionari quando non è abbastanza tempestivo, mentre dall’altro vediamo come mezzi di questo tipo offrano a grandi imprese (attraverso le agenzie di comunicazione da loro ingaggiate) quantità immense di materiale a costo zero.

Onestamente: quanti, fra chi ha avuto occasione di caricare foto o filmati su uno di questi network, si sono fermati a indagare le implicazioni legali del proprio gesto, domandandosi con che tipo di licenza stavano pubblicando il proprio materiale e che usi altre persone ne avrebbero potuto fare? Credo non molti, in fin dei conti.

barCamp o presa in giro?

Con qualsiasi nome lo si voglia chiamare, securityFakeCamp, meeting banCario o chissà che altro, resta il fatto che si tratta di una bella presa in giro.

Lo scorso sabato mi sono svegliato di buon ora (e ho chiesto lo stesso ad altri amici che mi accompagnavano nel weekend al mare) per partecipare a quello che si chiamava securityCamp e che sembrava essere un evento appartenente al circuito dei barCamp, ovvero un momento di incontro organizzato dal basso per discutere di temi riguardanti l’informatica, internet e in particolare la sicurezza online. Di fatto l’evento è stato promosso e organizzato, soprattutto su altri mezzi esterni, dalla banca che si presentava nel wiki solo come sponsor.

Un resoconto dell’evento lo potete trovare sul blog di Sid; altre considerazioni affini su quello di PseudoTecnico o su quello di Stefano Mainardi. Nessuno di questi conosco personalmente, ma sarà magari uno spunto a fare due chiacchiere alla prossima occasione.

Quello che vi posso dire io è che non c’era modo di capire dal wiki di che evento si trattasse, ovvero di un meeting informale organizzato della banca online IWBank con i propri clienti, per sensibilizzarli al tema della sicurezza, nonché per consegnare ad essi il token per l’accesso sicuro all’homebanking. Oltretutto il wiki era solo uno specchietto per le allodole: lo staff dell’accoglienza aveva con sé tutt’altra lista di partecipanti, ben più lunga, nella quale gli iscritti sul wiki non comparivano.

Trovo tutto questo assolutamente ridicolo; un vera e propria presa in giro nei confronti di chi pensava di partecipare ad un barCamp. Mi accodo a PseudoTecnico che chiede scuse ufficiali alla stessa banca organizzatrice: dubito però che ciò possa avvenire. Sid dice di aver avuto notizie dallo staff bancario della loro intenzione di ripetere l’evento in futuro: se lo faranno di nuovo tramite il circuito barCamp sappiano che da parte mia troveranno pane per i loro denti.

Chicca finale: dato che hanno scelto un circuito di questo tipo per pubblicizzarsi, avendo lo stesso sia un forum che un blog, mi sarebbe piaciuto avere un dialogo diretto con l’ente promotore riguardo quanto accaduto. Peccato però che nel forum sia bloccata la registrazione e che sul blog, una piattaforma WordPress che non riporta i dovuti crediti, sia stato cancellato lo script wp-comments.php che riceve i commenti degli utenti!

Una grossa caduta di stile, di cui come lettore mi aspetto di leggere nel resoconto che Marco Camisani Calzolari di Nova 24, presente sabato a Viareggio, aveva annunciato di fare dell’evento.